C.Marchetti, B. Pinelli, Confini d’Europa

In quante forme si esprimono controllo e sorveglianza dei rifugiati e, più in generale, delle migrazioni forzate in arrivo via mare verso i confini meridionali dell’Europa? E come questi sono investiti da politiche strutturate e pratiche sedimentate? Dimensione umanitaria e militare, assistenza e abbandono, specificità locali e politiche europee, biografie dell’asilo e strutture sociali rendono evidente la necessità di un’analisi delle politiche nazionali ed europee e delle logiche consuetudinarie adottate dinanzi alle migrazioni per asilo. In una prospettiva interdisciplinare, i saggi qui raccolti offrono una descrizione dello scenario europeo attraverso un’analisi delle politiche di detenzione e confinamento e della retorica umanitaria nei salvataggi in mare, e si concentrano sulle tematiche di genere e sulle ricerche etnografiche condotte in realtà urbane distribuite sul territorio nazionale, mettendo in luce i punti più critici del sistema di protezione. I saggi riflettono altresì sulle pratiche d’inclusione informale e sui modi in cui i rifugiati ritagliano, dalle loro posizioni di vulnerabilità sociale e politica, spazi d’azione, partecipazione e riconoscimento.

Biografia dell’autore
Chiara Marchetti insegna Sociologia delle relazioni interculturali all’Università degli Studi di Milano ed è tra le fondatrici di “Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate”. Conduce attività di ricerca sui temi dell’asilo, con particolare attenzione alle forme di accoglienza e ai processi di integrazione in una prospettiva di governance multilivello. Dal 2014 si occupa anche di progettazione e ricerca presso l’associazione CIAC onlus di Parma.

Barbara Pinelli, cofondatrice di “Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate”, insegna Antropologia dei processi migratori presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Conduce ricerche sulle migrazioni forzate in Sicilia, occupandosi di politiche europee, regimi di controllo e umanitari verso i rifugiati. Si interessa, nello specifico, dei campi per richiedenti asilo, della costruzione della vulnerabilità politica e della sofferenza sociale, di violenza e soggettività, in particolare rispetto ai percorsi delle donne.

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